Per anni l'Alaska è esistita soprattutto nella mia immaginazione. Poi, quando finalmente ci sono arrivato, ho scoperto una terra capace di superare ogni aspettativa, di sorprendermi a ogni sguardo e di farmi sentire piccolo di fronte alla sua immensità. Non a caso, il suo nome deriva dalla parola aleutina Alakshak, «la grande terra».
È da questa sensazione che nasce il progetto: dal battito di una natura potente e imprevedibile, dagli animali che la abitano e dagli spazi sconfinati in cui la vita segue ancora ritmi antichi. Fotografare l'Alaska significa, per me, entrare in contatto con qualcosa di primordiale, dove la presenza dell'uomo si ridimensiona e la natura torna a essere protagonista assoluta. Un luogo che non smette di ricordarmi quanto ci sia ancora da scoprire, e quanto sia prezioso lasciarsi sorprendere.